CON LA PIADINA CI SIAMO CRESCIUTI

Siamo Mirko e Alessandro Maioli e siamo cresciuti mangiando almeno due piadine al giorno. La nostra famiglia è legata da sempre alla cucina e ancora oggi non possiamo farne a meno. La passione ci è stata tramandata da nonna Rina e nonna Gina che aiutavamo in cucina fin da piccoli: la piadina rappresenta le nostre radici, una tradizione fatta di piccoli accorgimenti, di scelta delle materie prime, di amore e di creatività.

Preparavamo l’impasto a casa il giorno prima per lasciarlo riposare una notte intera, in modo che ottenesse una consistenza ottimale: croccante all’esterno e soffice all’interno. Abbiamo iniziato a lavorare nel chiosco di nostro padre al porto di Cervia e da lì non abbiamo più smesso.

Questa è la famosa “piadina dei Maioli”, basta un solo morso per trasportarvi nella nostra terra natale, la Romagna!

LE GHIAINE

Piadina dopo piadina, la decisione fu unanime: la ristorazione sarebbe stata il nostro futuro. Il lavoro al chiosco proseguiva in parallelo con gli studi alla scuola alberghiera, fino ad arrivare al grande passo. Cadde l’occhio su una cava di ghiaia dismessa, a Cervia: una voce dentro di noi ci spinse a intraprendere le trattative e ad aprire il ristorante “Le Ghiaine”.
Quella voce che arrivava dal cuore, accompagna ancora oggi ogni singola giornata che dedichiamo al nostro cibo preferito: la piada.

Mirko e Alessandro Maioli con piadine

CERVIA E LA ROMAGNA

Cervia è nota per le saline, risalenti al periodo etrusco, e le numerose località balneari. Ogni anno accoglie calorosamente milioni di turisti, attratti dalla riviera romagnola. La piada è come i romagnoli, spontanea e sincera: è il simbolo di gente accogliente e scherzosa che sa mostrare le gioie semplici e genuine della vita.
L’impasto caldo e fragrante, il goloso ripieno e il profumo ricordano la nostra terra: autentica e sincera come la nostra piadina.

La piadina è quel cibo che, appena lo mordi, ti strappa un sorriso naturale e sincero.

« […] Romagna solatìa, dolce paese,
cui regnarono Guidi e Malatesta;
cui tenne pure il Passator cortese,
re della strada, re della foresta. »

(Giovanni Pascoli, Romagna, vv. 57-60, Myricae, 1891)